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Lunedì 21 Agosto 2017

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Trasformazione della liquidità e stabilità finanziaria

di la redazione
05/06/2017

Un interessante Paper della Banca d’Italia studia la relazione tra la quota di attività liquide detenuta dai fondi comuni aperti e la probabilità che i gestori dei fondi siano costretti a vendere titoli in portafoglio per far fronte a significative richieste di riscatto delle quote (vendite forzate).

A tal fine, il lavoro propone una metodologia per distinguere le vendite forzate da quelle riconducibili a una variazione dei valori fondamentali dei titoli venduti. I fondi comuni aperti svolgono infatti un’attività di trasformazione della liquidità che può comportare rischi per la stabilità finanziaria.

A fronte di investimenti in titoli con diversa liquidità (azioni, titoli pubblici, obbligazioni private, ecc.), tali fondi non prevedono vincoli al riscatto delle quote. Elevate richieste di rimborso da parte dei sottoscrittori possono indurre i gestori dei fondi a effettuare rapidi disinvestimenti dei portafogli che, a loro volta, possono aumentare la volatilità dei prezzi delle attività finanziarie ed avere effetti negativi sulla stabilità di altri intermediari finanziari.

Negli ultimi anni, in seguito al forte aumento del patrimonio gestito dai fondi e della quota dei portafogli investita in titoli meno liquidi, sono state avviate diverse iniziative regolamentari in ambito europeo e internazionale al fine di mitigare i rischi per la stabilità finanziaria derivanti dall’attività dei fondi comuni aperti. Tra le politiche macroprudenziali maggiormente discusse per limitare tali rischi vi è l’introduzione di vincoli alla quota minima di liquidità nel portafoglio dei fondi. I risultati dell’indagine mostrano che una maggiore quota di liquidità nel portafoglio dei fondi riduce sia la probabilità di vendite forzate sia la quota di portafoglio venduta. Inoltre, si mostra che i fondi che effettuano vendite forzate tendono ad accumulare riserve di liquidità nel mese in cui sono oggetto di significativi riscatti, vendendo più di quanto necessario per far fronte ai rimborsi delle quote.

In tal modo, le vendite effettuate dai fondi possono alimentare la volatilità dei prezzi delle attività finanziarie nei periodi di stress di mercato. Un adeguato livello di liquidità nel portafoglio dei fondi è dunque un presidio importante per mitigare i rischi per la stabilità finanziaria che possono derivare dall’attività dei fondi comuni aperti.



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