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Giovedì 21 Settembre 2017

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Sistema finanziario e investitori istituzionali

di la redazione
01/08/2017

Gli investitori istituzionali italiani hanno raccolto nel 2016 fondi per circa 65 miliardi, un flusso in diminuzione rispetto al 2015.

L’afflusso di risorse è stato positivo verso tutti i principali comparti calo della raccolta ha riguardato principalmente i fondi comuni e le gestioni patrimoniali ed è riconducibile soprattutto ai flussi provenienti dalle famiglie, in diminuzione di 10 miliardi verso i fondi e di 11 miliardi verso le gestioni patrimoniali.

Le sottoscrizioni nette di quote di fondi pensione sono aumentate sia per l’incremento delle contribuzioni, sia per una contrazione delle uscite per anticipazioni e riscatti. Lo evidenzia la Banca d’Italia in uno specifico approfondimento contenuto nella propria Relazione annuale.

La dimensione dell’industria del risparmio gestito sul totale delle attività finanziarie delle famiglie ha continuato a crescere, pur rimanendo al di sotto della media dei paesi dell’area dell’euro e di quelli anglosassoni. L’introduzione dei piani individuali di risparmio (PIR), che sono strumenti di investimento fiscalmente incentivati e gestiti prevalentemente da investitori istituzionali, potrà favorire un aumento della quota del risparmio gestito nel portafoglio delle famiglie.

Con riferimento al patrimonio degli investitori istituzionali ha superato i 1.400 miliardi. L’incidenza sul PIL, pari all’85 per cento, è superiore ai valori massimi registrati alla fine degli anni novanta. La quota del portafoglio investita in titoli pubblici italiani è rimasta stabile in tutti i principali comparti, mentre sono saliti gli investimenti in titoli emessi dalle imprese, soprattutto estere. Il peso dei titoli di non residenti nel portafoglio degli investitori istituzionali italiani resta tuttavia inferiore a quello medio degli investitori istituzionali dell’area dell’euro.

Alla fine del 2016 tale quota era pari al 30 per cento per le assicurazioni, a circa il 60 per cento per i fondi comuni aperti e le gestioni patrimoniali e al 70 per cento per i fondi pensione In prospettiva, si evidenzia, un aumento della quota di investimenti in titoli emessi da imprese italiane potrebbe essere favorita da un maggiore sviluppo dei fondi chiusi mobiliari, cui gli investitori istituzionali possono affidare l’attività di selezione e valutazione degli investimenti.



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