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Martedì 20 Novembre 2018

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Si riducono gli investimenti nell'innovazione imprese italiane

di Alessia Argentieri
10/11/2016

Nel triennio 2012-2014 il 44,6% delle imprese con dieci o più addetti ha svolto attività finalizzate all'introduzione di innovazioni, una percentuale che rispetto ai tre anni precedenti è scesa sensibilmente, passando dal 51,9% al 44,6%.

Si tratta di un calo di ben 7,3 punti percentuali, che si può in parte spiegare tenendo presente l'avvenuta riduzione degli investimenti indirizzati verso innovazioni organizzative e marketing. Infatti, nel 2014 le imprese italiane hanno investito complessivamente 23,2 miliardi di euro per le attività innovative di prodotto-processo, il 4,3% in meno rispetto al 2012. E' questo il quadro che emerge dal report "L'innovazione delle imprese", pubblicato ieri dall'Istat.

Tuttavia, analizzando i dati in relazione alla dimensione delle imprese italiane, si registrano differenze consistenti tra la propensione all'innovazione delle aziende più piccole, caratterizzate dal calo più accentuato (41,3%, -8 punti percentuali dal triennio precedente), rispetto a quelle di medie dimensioni, interessate da una riduzione minore (64,9%, -3,9 punti percentuali), mentre quelle più grandi registrano addirittura un trend di segno opposto, con una contenuta crescita dell'innovazione (83,3%, +0,8), che si conferma come una caratteristica strutturale di aziende di questa dimensione.

Tra i vari settori, l'industria rimane quello in cui le tendenze all'innovazione si dimostrano più accentuate, con il 50,5% di imprese che svolgono attività di innovazione; seguono i servizi con il 42,2% e le costruzioni con il 30,5%. I valori più elevati di spesa sostenuta per le attività innovative di prodotto-processo si sono registrati infatti proprio nell'industria e in particolare nelle grandi imprese industriali.

Un trend dominante nell'ambito dell'innovazione delle imprese italiane è poi quello relativo all'adozione di pratiche di innovazione integrate: il 45,6% delle imprese con attività innovative è stato infatti impegnato nello sviluppo di nuovi prodotti-processi e contestualmente nell'introduzione di innovazioni organizzative o di marketing. Inoltre, il 46,5% delle imprese innovatrici in senso stretto ha innovato sia i prodotti sia i processi produttivi.

La capacità di innovare attivando forme di cooperazione con altri soggetti è ancora contenuta ma in rapido aumento, dato che riguarda il 19,8% delle imprese, un valore in crescita rispetto al 12,5% del periodo precedente. Inoltre è in leggero aumento la quota di imprese che ha dichiarato di aver beneficiato di incentivi pubblici per l'innovazione (23,6% nel triennio 2012-2014, rispetto al 20,7% nel triennio precedente).

Dal punto di vista geografico sono le regioni del Nord Italia ad aver registrato la maggiore capacità innovativa, indipendentemente dalla composizione produttiva, mentre è aumentato il gap delle regioni meridionali con il resto del Paese. Infatti, i due terzi delle imprese innovatrici si concentrano in sole cinque regioni del Nord e Centro: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Lazio, che contribuiscono ai tre quarti della spesa nazionale per l'innovazione.



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