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Mercoledì 21 Novembre 2018

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Risk Outlook della Consob, focus sulla situazione delle banche

di Alessia Argentieri
22/11/2016

Nella prima metà del 2016 la redditività delle maggiori banche europee rispetto alle attività ponderate per il rischio (RWA) è rimasta sostanzialmente stabile, ad eccezione degli istituti di credito tedeschi. Tale stabilità discende, tuttavia, dal calo delle principali componenti di reddito (margine di interesse, commissioni nette e ricavi di negoziazione) e dall’incremento di voci secondarie e quindi potenzialmente meno stabili. E’ quanto emerge dal Risk Outlook pubblicato dalla Consob.

Nel report la Consob mette in luce come anche l’adeguatezza patrimoniale, rilevata a giugno, risulti invariata rispetto ai livelli registrati a fine 2015, mentre il rapporto tra attività ponderate e non ponderate per il rischio ha proseguito a contrarsi. In questo contesto, la percezione del rischio associato alle banche europee di maggiori dimensioni (misurata in base ai prezzi dei CDS effettivi e impliciti nell’andamento dell’EDF) ha registrato un calo nel 2016, attestandosi tuttavia su livelli più elevati rispetto a quelli dell’anno precedente.

Tale dinamica, più accentuata per le banche italiane, si riflette anche nell’andamento dei rating impliciti nei prezzi dei CDS, rimasti costantemente al di sotto dei rating ufficiali. La sia pur debole e graduale stabilizzazione delle condizioni macroeconomiche si è riflessa sulla qualità del credito delle banche, che a metà anno ha evidenziato un lieve miglioramento, registrando un calo delle sofferenze lorde rispetto ai livelli raggiunti a fine 2015.

Le banche italiane, tuttavia, - prosegue la Consob nel Risk Outlook - continuano a essere caratterizzate dalla più elevata incidenza delle sofferenze sul totale dei crediti, pur mostrando un tasso di copertura tra i più alti nel confronto europeo e una graduale riduzione dello stock degli altri crediti deteriorati (ossia inadempienze probabili e crediti scaduti non ancora in sofferenza).

In tutti i maggiori Paesi europei, ad eccezione della Spagna, si registra un andamento positivo nella dinamica dei mutui ipotecari accanto a un generale allentamento delle condizioni di accesso al credito per le famiglie; tali condizioni restano invariate, invece, per le imprese. I principali fattori alla base dell’allentamento degli standard creditizi riguardano l’incremento della pressione concorrenziale tra banche e la minore percezione del rischio. I prestiti bancari erogati alle imprese mostrano, tuttavia, una dinamica eterogenea nei diversi paesi dell’area euro, con tassi di crescita positivi in Germania e Francia e negativi o prossimi allo zero in Italia e Spagna.

Tale eterogeneità – spiega la Consob - segnala il persistere della frammentazione finanziaria tra le economie dell’Eurozona, come confermano anche i crescenti squilibri nei flussi di Target e la diminuzione, rispetto ai livelli del 2010, delle esposizioni estere delle banche verso altri paesi dell’area. In dettaglio, dal 2010 le esposizioni degli istituti di credito verso il debito pubblico domestico sono dapprima cresciute in alcuni paesi (come Italia e Spagna) per poi ridursi gradualmente dopo l’avvio del quantitative easing da parte della BCE nel marzo del 2015.

Con riguardo all’operatività cross-border, invece, - si specifica nel Risk Outlook - le banche delle economie core hanno ridotto i propri crediti verso il settore pubblico dei paesi con maggiori squilibri, mentre quelle italiane e spagnole hanno incrementato le proprie esposizioni reciproche. L’operatività transfrontaliera degli istituti di credito con riferimento al settore privato si è invece ridotta in modo più uniforme, con un calo delle esposizioni sia verso il settore non bancario sia verso altre banche in tutti i maggiori paesi dell’area euro (ad eccezione della Spagna). È rimasto inoltre

elevato il ricorso al funding presso la BCE da parte degli enti creditizi italiani e spagnoli, mentre i depositi delle banche europee presso la banca centrale hanno continuato a crescere in un contesto di tassi di interesse a breve termine negativi.



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