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Martedì 13 Novembre 2018

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Rischio di tasso di interesse, longevità e solvibilità delle assicurazioni vita

di la redazione
07/11/2016

“Il rischio di longevità e quello legato ai tassi di interesse rappresentano la più grande minaccia per la solvibilità delle imprese di assicurazione vita. In periodi di aumento della speranza di vita e di tassi di interesse a zero, la capacità degli assicuratori vita di mantenere impegni nel lungo termine è a rischio”, scrive l’Ania in Panorama Assicurativo, citando un interessante report dell’International Center for Insurance Regulation dal titolo “Rischio di tasso di interesse, rischio di longevità e solvibilità delle imprese di assicurazione vita”.

“Nel paper – spiega l’Ania – si effettua una valutazione dell'impatto delle due tipologie di rischio sulla solvibilità di un'impresa che offre prodotti con garanzia di rendimento, proponendo un framework di analisi che consente di studiare l'evoluzione nel tempo di un portafoglio di polizze già emesse al variare delle condizioni demografiche e finanziarie sottostanti”.

L’obiettivo è quello di “valutare l’effetto del rischio di tasso di interesse e del rischio di longevità sulla solvibilità di un’impresa di assicurazione vita che offre prodotti con garanzia di rendimento, partecipazione agli utili e opzione di conversione in rendita a scadenza”.

“L’ipotesi da cui si parte – spiega l’Ania in Panorama Assicurativo – è che l’impresa assicuratrice vita operi in Germania e, pertanto, sia soggetta alla regolamentazione tedesca, così come alle regole di Solvency II. Il modello riflette un portafoglio polizze e un asset allocation calibrati sulla base dei dati osservati, che sono poi proiettati nell’ipotesi di mercati finanziari e di sviluppi della mortalità di tipo stocastico. Sono proposti diversi scenari, con un focus particolare su un periodo prolungato di bassi tassi di interesse e una forte riduzione dei tassi di mortalità”.

Come mette in evidenza l’analisi dell’Ania “i risultati indicano che il rischio di tasso di interesse è di gran lunga quello più rilevante per la solvibilità dell’impresa, mentre il rischio di longevità può essere più facilmente mitigato e, pertanto, presenta minori criticità”.

Inoltre, introducendo nel modello una domanda di nuove polizze di tipo dinamico, ossia ipotizzando che minori garanzie di rendimento siano meno attraenti per i risparmiatori, “emerge che una domanda in diminuzione può risultare benefica per le imprese in uno scenario prolungato di bassi tassi di interesse. Qualora, poi, si considerino tassi di conversione in rendita di tipo stocastico, ossia tenendo contro di deviazioni dei tassi di conversione attesi, la solvibilità dell’impresa peggiora in misura sostanziale”.

Infine, l’analisi mette in evidenza come “anche la redditività declini fortemente nel tempo, facendo dubitare della sostenibilità del portafoglio di polizze vita tradizionali in un quadro prolungato di bassi tassi di interesse”.



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