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Mercoledì 28 Giugno 2017

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Rischio obesità, se a perdere è la buona dieta italiana

di la redazione
08/05/2017

1,9 milioni di italiani si definiscono amanti del cibo spazzatura. Al centro del loro rapporto con il cibo c'è la passione per alimenti come chips, fritti vari e bevande gasate, accusati di effetti molto negativi sulla salute delle persone. Tra i millennial si registra la quota più alta di junk food lover.

E sono 1,2 milioni gli italiani che si autodefiniscono ingordi, persone che mangiano troppo di tutto. Tra i più voraci ci sono gli anziani e le persone a bassa scolarità. È quanto emerge da una ricerca del Censis che verrà presentata il prossimo 8 maggio a TuttoFood, la fiera internazionale dedicata al food & beverage organizzata da Fiera Milano che si svolgerà dall'8 all'11 maggio.

Nel confronto internazionale relativo al 2014, con il 10,3% di obesi l'Italia si colloca in Europa al penultimo posto (meglio di noi solo la Romania), molto al di sotto della media dei 28 Paesi (15,9%) e più ancora rispetto ai tassi di obesità di Australia (27,9%) e Stati Uniti (38,2%). In dieci anni però gli obesi nel nostro Paese sono aumentati del 4%.

E le persone sovrappeso sono il36,1% in Italia (+6% in dieci anni): un valore poco superiore alla media Ue (35,7%) e ai valori di Australia (35,5%) e Stati Uniti (31,9%). Il costo sociale attuale di obesità e persone sovrappeso è stimato in 30 miliardi di euro; è quindi una priorità educare alla buona alimentazione, cioè alla buona dieta italiana. Il rischio, viene sottolineato, è nella grande diffusione delle diete «fai da te». Sono più di 10 milioni gli italiani con almeno 25 anni che seguono diete prese da libri, riviste, social network e app.

Di queste, 6,2 milioni sono donne e oltre 4 milioni uomini. Negli ultimi anni sono anche esplose le intolleranze alimentari, con oltre 8 milioni di italiani che dichiarano di soffrirne. È evidente un eccesso di diagnosi fai da te: più alte le quote di persone affette da intolleranze alimentari tra i millennial (25%) e i laureati (18,9%).



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