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Martedì 20 Novembre 2018

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Rilanciare lo sviluppo economico dopo sei anni di stagnazione

di Alessia Argentieri
04/10/2016

L’eccessiva austerità delle politiche di bilancio degli ultimi anni ha portato ad una delle riprese più deboli mai registrate dopo una crisi economica. Questa, assieme al prolungato periodo di lenta crescita salariale, è stata la causa principale di una domanda aggregata insufficiente per sostenere la crescita economica e di una bassa spesa per gli investimenti produttivi.

E’ quanto emerge dal Rapporto annuale dell’Unctad (United Nations Conference on Trade and Development), l'organizzazione dell'ONU che si occupa di commercio e sviluppo, dal titolo “Trasformazioni strutturali per una crescita inclusiva e sostenibile”, che ha analizzato le politiche economiche necessarie per rilanciare lo sviluppo a livello globale dopo sei anni consecutivi di crescita rallentata.

Secondo il rapporto, per rimettere in marcia l'economia mondiale bisognerebbe sviluppare politiche macroeconomiche più audaci, rafforzare la regolamentazione in materia finanziaria e favorire l’implementazione di politiche industriali attive.

"I leader politici di tutto il mondo si trovano a fronteggiare una difficile combinazione di ristagno degli investimenti, rallentamento della produttività e del commercio, crescente disuguaglianza e livelli elevati di indebitamento", ha dichiarato il segretario generale dell'Unctad Mukhisa Kituyi, aggiungendo che "le soluzioni al problema richiederebbero un ripensamento ambizioso, non variazioni marginali delle politiche economiche attualmente in vigore".



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