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Martedì 13 Novembre 2018

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Rapporto Bankitalia: redditività delle compagnie assicurative italiane rimane stabile

di Elisabetta Ferlo
21/11/2016

I dati di bilancio relativi al primo semestre del 2016 mostrano che la redditività delle compagnie assicurative italiane si è mantenuta sui livelli dello scorso anno: il rendimento medio del capitale e delle riserve (ROE) del ramo vita è stato pari al 5,9 per cento e risulta più elevato per le imprese di maggiore dimensione; nel ramo danni le spese di gestione sono rimaste contenute in rapporto ai premi (combined ratio). Lo ha sottolineato la Banca d’Italia nel nuovo Rapporto sulla stabilità finanziaria che dedica un approfondimento al comparto assicurativo.

Nel giugno 2016 l’indice di solvibilità, disponibile solo per i maggiori gruppi, era ampiamente superiore al requisito prudenziale minimo. Il leggero peggioramento del valore medio rispetto al semestre precedente è dovuto al lieve calo del valore di mercato dei titoli di Stato italiani, che sono la componente principale dell’attivo delle compagnie.

La qualità del patrimonio è nel complesso elevata, infatti, lo scorso giugno - prosegue Bankitalia - il capitale di migliore qualità (tier 1) era pari all’84 per cento del totale dei fondi propri ammissibili per la copertura del requisito patrimoniale regolamentare, un livello significativamente superiore al minimo del 50 per cento previsto da Solvency II.

Il permanere dei tassi di interesse su bassi livelli per un periodo protratto rappresenta però un rischio rilevante per il settore assicurativo europeo. L’impatto sui bilanci delle imprese italiane è più limitato, grazie al buon allineamento dei rendimenti e della durata finanziaria delle attività e delle passività di bilancio.

L’aumento della quota di raccolta relativa a prodotti che garantiscono i rendimenti è compensato dalla riduzione delle garanzie offerte sui nuovi contratti e non ha effetti significativi sul rischio di tasso delle compagnie.

L’indagine condotta periodicamente dall’Ivass sui contratti vita con garanzia di rendimento indica che la riserva aggiuntiva necessaria a fronteggiare il rischio di inadempimento degli impegni assunti nei confronti degli assicurati, una misura del rischio derivante dai bassi tassi di interesse e contenuta (circa lo 0,4 per cento delle riserve matematiche); dal 2013 tale valore e aumentato di appena 0,1 punti percentuali a fronte di una riduzione significativa della curva dei tassi di interesse privi di rischio.

La percentuale delle riserve matematiche relative a polizze con tasso garantito pari o inferiore all’ 1 per cento ha continuato a crescere, raggiungendo il 45 per cento; quella riferita a polizze con tassi garantiti superiori al 2 per cento e inferiore a un quinto e tende a ridursi. Gli attivi delle assicurazioni italiane sono poi concentrati in attività liquide e con basso rischio di credito.

La quota dei titoli di Stato è di circa il 60 per cento, quella delle obbligazioni del settore privato, per la quasi totalità con rating investment grade, e pari al 19 per cento, di cui oltre la meta di imprese non finanziarie.

L’investimento in obbligazioni di imprese non quotate (minibond), effettuato sia mediante l’acquisto diretto dei titoli sia attraverso veicoli di cartolarizzazione o fondi comuni, e inferiore a 300 milioni. Nessuna compagnia ha poi finora erogato direttamente prestiti alle imprese.



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