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Martedì 13 Novembre 2018

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Previdenza complementare e disegno di legge concorrenza

di Elisabetta Ferlo
24/08/2016

Nel dopo estate dovrebbe riprendere l’esame in Senato del disegno di legge concorrenza che contiene alcune significative previsioni in merito alla previdenza complementare. Il testo era stato approvato il 20 febbraio 2015 dal Consiglio dei Ministri ed approvato dalla Camera il 7 ottobre 2015 per essere poi trasmesso al Senato. Causa anche l’avvicendamento del Ministro dello sviluppo economico il processo si è poi rallentato.

L’articolo 16 di tale disegno di legge dispone come le forme pensionistiche complementari prevedono che, in caso di cessazione dell'attività lavorativa che comporti l'inoccupazione per un periodo di tempo superiore a ventiquattro mesi (anziché quarantotto mesi, come attualmente previsto dal dlgs. 252/2005), le prestazioni pensionistiche o parti di esse siano, su richiesta dell'aderente, erogate con un anticipo di cinque anni.

Questo rispetto ai requisiti per l'accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza. Prevede inoltre che in tal caso possano essere erogate, su richiesta dell'aderente, anche in forma di rendita temporanea, fino al conseguimento dei requisiti di accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio.

Viene previsto, altresì, che gli statuti e i regolamenti delle forme pensionistiche complementari possano innalzare l'anticipo di cui al periodo precedente fino a un massimo di dieci anni (attualmente l’anticipo massimo previsto dal dlgs. 252/2005 è di cinque anni).

Vi è ancora la disposizione in base alla quale in caso di cessazione dei requisiti di partecipazione al fondo pensione per cause diverse da quelle già previste dal Decreto lgs. 252/2005 deve essere previsto il riscatto della posizione maturata sia nelle forme pensionistiche complementari collettive, sia in quelle individuali (attualmente in queste ultime non è contemplato il riscatto in tali ipotesi) e che sulle relative somme si applica una ritenuta a titolo di imposta con l'aliquota del 23 per cento (come già previsto dalla normativa vigente).

Con l’obiettivo ancora di efficientare il nostro sistema di previdenza complementare si prevede che i Ministeri competenti convochino un tavolo di consultazione (cui partecipano le organizzazioni sindacali e datoriali maggiormente rappresentative, la Covip, nonché esperti della materia previdenziale) finalizzato a promuovere la revisione di importanti aspetti del funzionamento dei fondi pensione.



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