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Domenica 17 Dicembre 2017

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Le assicurazioni sono state più stabili delle banche

di la redazione
26/06/2017

Il mondo delle assicurazioni ha condiviso con il resto del sistema finanziario molte delle turbative che la grande crisi finanziaria globale, poi quella europea dei “debiti sovrani”, hanno generato.

Ma al tempo stesso ne è rimasto finora in parte schermato, almeno nel confronto con le banche. Lo ha sottolineato il Presidente dell’ Ivass nelle sue Considerazioni in occasione della presentazione della Relazione annuale. Banche e assicurazioni svolgono funzioni diverse nel sistema economico.

Le assicurazioni, prendendosi in carico i rischi altrui, sono state paradossalmente più stabili delle banche. E nel confronto internazionale le compagnie italiane hanno resistito meglio di quelle di altri Paesi, in virtù di una migliore corrispondenza fra attivo e passivo e anche grazie alla decisione di continuare a investire in titoli pubblici nazionali.

Ma quali sono le principali evidenze sul sistema assicurativo italiano? Nel 2016 il totale dei premi pagati alle compagnie assicurative stabilite in Italia è diminuito dell’8,7 per cento rispetto all’anno precedente, da 147 a 134 miliardi.

A soffrire di più è stato il comparto “vita”, in cui il valore dei premi è diminuito dell’11 per cento, dopo tre anni di continua crescita; il comparto “auto” ha subìto una diminuzione più contenuta, del 3,1 per cento, che si inscrive però in una tendenza alla discesa in atto da un quinquennio; è invece finalmente salito, a un passo che non si rilevava dal 2008, il comparto danni non auto, del 3 per cento.

L’incidenza sul totale dei premi pagati l’anno scorso è stata pari al 76 per cento per il comparto vita e al 12 per cento per gli altri due. Cinque anni fa le quote percentuali erano, rispettivamente, 67, 19 e 14.

La riduzione dei premi nel comparto vita lo scorso anno si è concentrata sulle polizze più “finanziarie”, quelle (ramo III) che ne avevano trascinato il progresso negli anni precedenti e che sono legate agli andamenti dei mercati; la riduzione ha quasi raggiunto il 25 per cento rispetto al 2015.

Ma i premi delle polizze a forte componente finanziaria hanno ripreso a crescere impetuosamente agli inizi di quest’anno, di nuovo a scapito delle polizze vita tradizionali. Continua poi lo snaturamento della funzione più propriamente assicurativa delle polizze vita.

Nella RC auto il risultato moderatamente negativo nei premi incassati è dipeso innanzitutto dai prezzi. Cinque anni consecutivi di riduzione del prezzo medio hanno portato quest’ultimo, nel quarto trimestre del 2016, a 420 euro per un’automobile a uso privato. Nel confronto internazionale il premio medio per l’assicurazione obbligatoria (al netto di tasse e contributi) è stato in Italia ancora superiore nel 2016 di 140 euro a quello dei tre altri grandi paesi europei (Francia, Germania e Spagna).

Ma il divario si è ristretto rispetto agli oltre 260 euro del 2011 e ai quasi 190 dello scorso anno. C’è poi ancora molta variabilità da zona a zona; a Napoli il prezzo medio alla fine del 2016 era di circa 630 euro, ad Aosta di 300.



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