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Mercoledì 21 Novembre 2018

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Le PMI italiane sottovalutano l’impatto del climate change sul proprio business

di Alessia Argentieri
23/11/2016

L’Italia è uno dei Paesi in cui le piccole e medie imprese sottovalutano maggiormente le conseguenze che eventi climatici estremi e gli effetti del climate change possono avere sulla propria attività. E’ quanto emerge dai dati della IV edizione dell’indagine internazionale di Zurich sulle PMI, presentata in occasione della ventiduesima Conferenza mondiale sul clima COP22 tenutasi nei giorni scorsi, e realizzata analizzando l’impatto dei cambiamenti climatici su oltre 2.600 Piccole e Medie Imprese in 13 Paesi del mondo.

Infatti il 37% delle aziende intervistate ha dichiarato di non temere alcun effetto negativo del climate change sul proprio business, una percentuale molto alta, soprattutto se messa a confronto con una media del 20% a livello mondiale. Tra i vari eventi climatici, sono le forti piogge (19,5%) e le alluvioni (18,5%) i fenomeni più temuti da piccole e medie imprese italiane, un dato che non sorprende, considerando le caratteristiche idrogeologiche del nostro Paese.

Stupisce alquanto però il fatto che nessuna azienda sembri preoccuparsi dell’innalzamento del livello medio del mare, un fenomeno legato al surriscaldamento del pianeta e al drammatico processo di cambiamento climatico che la terra sta attraversando.

Per quanto riguarda i potenziali effetti del climate change sul business, il 32,5% delle PMI in Italia ritiene che l’interruzione dell’attività aziendale sia il rischio a cui prestare maggiore attenzione, mentre il 22,5% si preoccupa di eventuali danni materiali. A seguire troviamo l’incremento dei costi per l’acqua e l’energia (17%) e l’aumento della burocrazia a causa dell’entrata in vigore di nuove normative (13%).

Ulteriore dato alquanto allarmante è quello che mette in evidenza come solo una percentuale irrisoria di PMI veda nelle politiche di contrasto al climate change un’opportunità di business da coltivare e sviluppare in maniera sistematica.

In generale poi, emerge come in Europa le PMI siano meno propense a considerare i cambiamenti climatici un rischio per il business, rispetto ad esempio agli Stati Uniti, dove le piccole e medie imprese hanno un livello di consapevolezza molto più alto dell’impatto che il climate change può avere sul business, tanto che solo il 6% non si attende conseguenze negative per la propria attività.



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