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Martedì 17 Ottobre 2017

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La ricchezza finanziaria delle famiglie italiane

di la redazione
22/06/2017

La recente Relazione annuale della Banca d’Italia contiene un interessante ritratto sulla ricchezza finanziaria delle famiglie italiane che è rimasta stabile rispetto al 2015. I nuovi investimenti in attività finanziarie sono stati pari a 33 miliardi, a fronte di maggiori passività per 13 miliardi .

Il flusso positivo degli acquisti è stato bilanciato soprattutto dalla riduzione del valore dei titoli azionari. Nell’ultimo decennio, viene sottolineato, la bassa crescita della ricchezza finanziaria ha riflesso il livello contenuto degli investimenti, dovuto al ridursi dei flussi di risparmio, e la forte caduta dei prezzi dei titoli durante la recessione; i valori della ricchezza finanziaria in termini pro capite e in rapporto al reddito disponibile lordo sono scesi ai livelli medi dell’area dell’euro (rispettivamente a 69.000 euro e a 3,7).

Nello stesso periodo la ricchezza finanziaria si è ridotta in misura più ampia per i nuclei familiari meno abbienti, che hanno dovuto attingervi per far fronte alla caduta del reddito. Nel 2016 le famiglie hanno continuato a investire in strumenti liquidi e del risparmio gestito a fronte di sostenuti disinvestimenti di titoli azionari e di obbligazioni bancarie.

L’incidenza di queste ultime sul totale delle attività finanziarie, pari al 3,3 per cento, è fortemente diminuita anche a causa di una riduzione dell’offerta da parte delle banche. Sono rallentati i disinvestimenti in titoli di Stato; il loro peso sul totale delle attività finanziarie, che era sceso di quasi un punto percentuale nel 2015 dopo l’avvio del programma di acquisti dell’Eurosistema, è rimasto sostanzialmente stabile al 3,1 per cento.

I depositi e il circolante hanno raggiunto il 31,9 per cento, mentre i fondi comuni e previdenziali e le polizze assicurative sono aumentati al 34,4 per cento, valori elevati nel confronto con il passato (nel 2004 erano rispettivamente 24,7 e 27,8 per cento), ma inferiori a quelli della media dell’area dell’euro (rispettivamente 33,4 e 43,0 per cento). La diversificazione dei portafogli si è riflessa poi in un aumento degli investimenti all’estero, sia attraverso la sottoscrizione di fondi comuni esteri, sia per effetto delle politiche di investimento dei gestori italiani. Sempre con riferimento alla diversificazione, si riportano le evidenze dell’ultima indagine armonizzata sui bilanci delle famiglie dell’area dell’euro relativa al 2014 (Household Finance and Consumption Survey) da cui emerge che al crescere della ricchezza finanziaria aumenta sia la numerosità degli strumenti utilizzati, sia la quota investita nel risparmio gestito. In Italia le famiglie appartenenti al quarto di ricchezza finanziaria più elevato investono il 27 per cento delle proprie attività in quote di fondi comuni, polizze assicurative e gestioni patrimoniali, mentre i nuclei familiari inclusi nei due quarti più bassi possiedono quasi esclusivamente depositi.



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