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Martedì 17 Ottobre 2017

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Investitori istituzionali ed economia reale

di la redazione
28/09/2017

Il rilancio economico passa anche attraverso l’intervento del “capitale paziente” degli investitori istituzionali. Ma qual è lo stato dell’ arte nel nostro Paese? .

Utile “lettura” viene fornita dal recente Quarto rapporto sugli investitori istituzionali di Itinerari previdenziali.

Gli investimenti in “economia reale” nonostante le ormai annose discussioni, si sottolinea, sono ancora modesti. Impressiona in particolar modo, così come era stato sottolineato anche nel lontano 1997, la esiguità degli investimenti dei fondi di natura contrattuale, in gran parte alimentati dal TFR che è “circolante interno” alle aziende ed è quindi la prima e principale forma di finanziamento dell’economia reale. Il fondo di garanzia istituito dal D.Lgs. n. 252/05 è stato abolito dal Governo Prodi del 1997 e da allora, prosegue il Rapporto, nè politica né le parti sociali se ne sono più occupati.

Le Fondazioni Bancarie, considerando la quota nella banca conferitaria, in Cassa Depositi e Prestiti e Fondazione con il Sud, sono i maggiori investitori in economia reale con il 52,5 per cento, seguiti dalle Casse Privatizzate dei Liberi Professionisti con il 15,3 per cento; modesto l’apporto di fondi pensione negoziali e fondi pensione preesistenti, pari rispettivamente al 2,5 per cento e al 2,3 per cento. Considerato l’andamento dei tassi sui titoli obbligazionari, è ancora molto alta la percentuale di investimenti in forme obbligazionarie (tra cui anche le polizze che normalmente detengono quote di azioni non rilevanti) effettuati dai fondi negoziali e dai fondi preesistenti che nel complesso superano ben il 70 per cento.



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