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Martedì 20 Novembre 2018

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Indagine Ocse sullo stato della sanità in Europa

di Elisabetta Ferlo
23/11/2016

Nell'Unione europea circa 50 milioni di cittadini soffrono di malattie croniche e i decessi delle persone in età lavorativa a esse imputabili ammontano purtroppo a oltre mezzo milione, il che rappresenta un costo annuo di circa 115 miliardi di euro per le economie dei Paesi europei. E’ quanto emerge dal report dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) "Health at a Glance: Europe 2016".

Dall’indagine risulta che circa il 16 % degli adulti è obeso, una percentuale in crescita rispetto agli anni precedenti (era l’11 % nel 2000) e uno su cinque fuma. Di conseguenza, una strategia molto importante da attuare sarebbe quella della prevenzione e dell’educazione alla salute, oltre al miglioramento della qualità dell'assistenza per le malattie acute e croniche.

Sarebbe anche necessario garantire una maggiore accessibilità ai servizi sanitari, dal momento che, come emerge dal report, il 27 % dei pazienti va al pronto soccorso perché non è disponibile un'assistenza sanitaria di base.

In media il 15 % della spesa per la sanità è pagata direttamente dai pazienti, ed esistono grandi disparità tra i vari Paesi. Per gli europei più poveri la probabilità di non ricevere un'assistenza sanitaria adeguata per ragioni economiche è 10 volte superiore rispetto alle persone più benestanti.

Le politiche degli Stati membri dovrebbero puntare allora a ridurre gli ostacoli di natura finanziaria all'assistenza sanitaria, migliorare l'accesso all'assistenza di base e ridurre i tempi di attesa eccessivi.

C’è inoltre da tenere presente che in Europa la parte della popolazione nella fascia di età superiore ai 65 anni è passata da meno del 10 % nel 1960 a quasi il 20 % nel 2015 e si prevede che raggiungerà circa il 30 % entro il 2060.

L'invecchiamento della popolazione richiederà dunque un'evoluzione dell'assistenza sanitaria che dovrà comportare una migliore organizzazione dell'assistenza sanitaria di base e dell'assistenza extra ospedaliera, nonché la razionalizzazione della spesa farmaceutica, anche avvalendosi appieno delle possibilità di sostituire i medicinali di marca con medicinali generici.



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