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Lunedì 21 Agosto 2017

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In calo i premi della rc auto

di la redazione
28/07/2017

Nel 2016 si è verificata una diminuzione significativa dei premi nel ramo r.c. auto (-5,6%) . Lo evidenzia l’Ania nella propria Relazione annuale. Si tratta, della quinta variazione negativa consecutiva; tra il 2012 e il 2016 la raccolta premi è diminuita di circa il 25%, tornando ai livelli della fine degli anni Novanta.

In valore assoluto, il premio medio delle autovetture è diminuito in cinque anni di oltre 155 euro, scendendo da 567 euro nel marzo 2012 a 412 euro nel marzo 2017, incluse le tasse. Su un parco di quasi 31 milioni di veicoli, la riduzione di quanto pagato dagli italiani è arrivata a quasi 5 miliardi nell’ultimo anno.

Il calo dei premi ha comportato una sensibile riduzione del gap tariffario , ormai pari a 100 euro ,rispetto alla media di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. Anche se persistono differenze di prezzo nelle varie aree del Paese, riconducibili alla diversa rischiosità, i divari sul territorio italiano si sono ridotti di un terzo negli ultimi tre anni; ad esempio, evidenzia l’Ania, tra la fine del 2013 e quella del 2016, il prezzo è diminuito del 25% a Napoli e dell’11% ad Aosta. Nel ramo r.c. auto il risultato tecnico complessivo si è pressoché dimezzato, passando da 1,5 a 0,7 miliardi di euro, frutto di un combined ratio in aumento di 4 punti percentuali (dal 93,6% del 2015 al 97,6%) per effetto di premi in forte calo e risarcimenti nel complesso invariati in valore assoluto. I comportamenti virtuosi delle compagnie, che stanno operando sul mercato con logiche di price e non price competition, trovano un limite nel deterioramento dei risultati tecnici, che potrebbero determinare in futuro condizioni economiche non sostenibili nel lungo termine.

Occorre, dunque, continuare a intervenire sui fattori che incidono sull’elemento determinante dei prezzi della r.c. auto, ossia il costo dei sinistri, che ancora oggi è significativamente più alto di quanto si riscontra nei principali Paesi europei. In proposito, prosegue l’Ania, il DDL Concorrenza avrebbe potuto farsi carico in misura più incisiva della lotta alle frodi e perseguire l’obiettivo di allineare la quantificazione del danno alla persona ai valori europei.



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