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Martedì 13 Novembre 2018

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Imposte differite nel calcolo del Solvency Capital Requirement

di la redazione
27/10/2016

Come riporta l'Ania nel suo Panorama Assicurativo, il CRO (Chief Risk Officers) Forum ha recentemente pubblicato un report dedicato al trattamento delle imposte differite nel calcolo del Solvency Capital Requirement (SCR) in Solvency II.

Il nuovo regime di solvibilità - sottolinea l'Ania - riconosce alle imposte differite la capacità di assorbire le perdite (art. 108 della Direttiva Solvency II) e stabilisce una serie di condizioni per il loro utilizzo ai fini dell’abbattimento del requisito patrimoniale di solvibilità.

Tra le condizioni vi è il fatto che l’impresa possa disporre, in futuro, di utili sufficienti con i quali potranno essere compensate le variazioni nelle imposte differite conseguenti a uno shock.

Considerata la complessità del tema, il CRO Forum ha creato un apposito gruppo di lavoro per condividere conoscenze ed esperienze. Dal confronto in tale sede è emerso che gli approcci seguiti dalle imprese per determinare la capacità delle imposte di assorbire le perdite differiscono quanto a metodologia, natura e impatto.

Lo scopo del paper, pertanto, - mette in evidenza l'Ania - è duplice: da un lato, definire principi solidi e condivisi per il trattamento delle imposte differite in Solvency II, con relative linee-guida a supporto. Dall’altro, identificare le “buone pratiche” per il test di “recuperabilità” della capacità di assorbimento delle imposte differite in uno scenario di stress.

La struttura del documento è la seguente: principi e linee-guida; determinazione della capacità delle imposte differite di assorbire le perdite; ipotesi del verificarsi di una perdita a seguito di uno shock nel bilancio fiscale; casi nei quali è necessario effettuare un “test di recuperabilità” delle imposte differite; azioni di management che possono essere adottate dopo uno shock; condizioni e “test di recuperabilità” per gli utili tassabili derivanti dal nuovo business; fonti di utili futuri tassabili derivanti dal business in essere; modelli per l’allocazione delle imposte differite nozionali e degli utili futuri tassabili nell’ambito dei “gruppi fiscali” o delle “fiscal unities”.



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