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Mercoledì 28 Giugno 2017

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Il ruolo prospettico della sanità integrativa

di la redazione
17/04/2017

Il Presidente dell’Ivass, nell’ambito di un intervento sul ruolo delle assicurazioni al servizio del Paese, ha affrontato anche il delicato tema della spesa sanitaria e del possibile sviluppo della sanità integrativa.

Quali sono le considerazioni? La premessa è l’osservazione empirica per cui il sistema sanitario pubblico presenta situazioni assai diversificate sul territorio dal momento che alle eccellenze si affiancano contesti di bassa qualità delle prestazioni, oltre che di gravi difficoltà finanziarie.

Questo dato di fatto spinge verso l’adozione di un secondo pilastro di assistenza sanitaria, gestito da imprese assicurative e da fondi privati.

La spesa sanitaria in Italia ha quasi raggiunto nel 2015 i 150 miliardi di euro, è pubblica per circa tre quarti, privata per un quarto.

La spesa privata sta però crescendo. Assume varie forme con il ruolo prevalente (oltre il 40 per cento) dei fondi sanitari integrativi che stipulano polizze collettive con delle compagnie assicurative; poi vengono i fondi integrativi autoassicurati, poi ancora le polizze malattia individuali e infine, con una quota ancora molto piccola (4%) ma in aumento, le società di mutuo soccorso.

La sanità privata, viene sottolineato, è socialmente importante; impegnando direttamente risorse proprie delle singole persone le induce a uno stile di vita più sano. Per salvaguardare l'interesse pubblico vanno studiate modalità, ad esempio fiscali, per disincentivare negli operatori un'eccessiva selezione dei rischi; per incoraggiare la mutualità tra assicurati, prevista solo in caso di polizze collettive; per evitare che una persona si ammali gravemente e veda il suo contratto non rinnovato a scadenza o inasprite le condizioni senza che essa possa migrare verso un altro operatore.

In generale, va evitato che si scarichi sul sistema pubblico tutto il rischio ritenuto non assicurabile dai privati. Uno sviluppo maggiore delle coperture sanitarie private può essere poi facilitato dalla tecnologia; strumenti di diagnostica avanzata possono accrescere l'informazione sullo stato di salute degli assicurati, rendendo più agevole l’offerta e il pricing dei servizi, sempre che non siano usati per fare discriminazioni.

Quello che viene poi evidenziato è che la sanità integrativa privata è scarsamente regolamentata in Italia. Per fondi sanitari e società di mutuo soccorso è previsto al momento il solo obbligo di iscriversi all’apposita anagrafe presso il Ministero della Salute. Mentre le compagnie assicurative sono soggette al complesso sistema di vigilanza prudenziale, i fondi sanitari non devono rispettare alcun requisito di solvibilità.

Un caso di particolare importanza sociale è poi quello degli anziani non più autosufficienti. In passato ci pensavano le famiglie, ora è sempre meno possibile. L’indennità di accompagnamento è scarsa e, al tempo stesso, potenzialmente insostenibile per lo Stato. Si deve allora pensare a formule assicurative, prosegue il Presidente dell’Ivass, che partano dall'età lavorativa; ad esempio includendo l'assicurazione del rischio di non autosufficienza fra le materie oggetto di contrattazione collettiva.



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