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Martedì 13 Novembre 2018

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I terremoti costano all’Italia € 3 miliardi all’anno

di la redazione
31/08/2016

I terremoti hanno comportato 3 miliardi di euro di perdite economiche l’anno per l’Italia negli ultimi 44 anni, secondo i calcoli degli esperti di Mediobanca Securities che si sono basati sui dati del rapporto “I costi dei terremoti in Italia” del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

Infatti, analizzando i danni dei sette principali eventi sismici verificatesi dal 1968 al 2012, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha stimato un costo attualizzato a oggi di 121,608 miliardi di euro, circa 3 miliardi l’anno.

In particolare, il terremoto del Belice ha avuto un costo attualizzato di 9,179 miliardi, quello in Friuli Venezia Giulia di 18,54 miliardi, quello in Irpinia di 52,026 miliardi, quello nelle Marche e in Umbria di 13,463 miliardi, quello in Puglia e Molise di 1,4 miliardi, quello in Abruzzo di 13,7 miliardi e quello in Emilia Romagna di 13,3 miliardi di euro.

“Possiamo ipotizzare – hanno commentato gli esperti di Mediobanca Securities - che ogni anno l’Italia ha avuto quasi 3 miliardi di euro di perdite economiche da terremoti e, considerando i 30 milioni di proprietà presenti nel nostro Paese, una copertura assicurativa obbligatoria costerebbe circa 100 euro l’anno per abitazione”.

In proposito, gli esperti ricordano come “sia il governo Monti , sia poi quelli Letta e Renzi, abbiano presentato una proposta di una polizza obbligatoria per i rischi di catastrofi naturali, elevati in Italia, respinte però dal Parlamento”.

La settimana scorsa l'agenzia di rating Fitch ha pubblicato un report in cu ha indicato una stima di perdite tra 100 e 200 milioni di euro per le assicurazioni causa terremoto, principalmente in seguito ai crolli delle abitazioni (http://italiaassicurazioni.com/Fitch-terremoto-impatto-limitato-sugli-assicuratori-italiani.php).

“Tenendo presente la parte alta del range indicato da Fitch, – hanno spiegato gli esperti di Mediobanca - e ipotizzando che Generali e Unipol abbiano un 20-30% di quota di mercato ciascuna, otterremmo un impatto complessivo di 40-60 milioni prima della riassicurazione che dovrebbe assorbire il 60% delle perdite, come accaduto, ad esempio, per Unipol nel caso del terremoto di L’Aquila. Ciò significa che il conto finale per Generali e Unipol potrebbe essere di 16-24 milioni per ciascuna compagnia”.



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