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Mercoledì 28 Giugno 2017

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I prestiti bancari alle imprese calano di oltre €18 miliardi

di la redazione
01/02/2017

Secondo l’ultimo rapporto mensile redatto dal Centro studi di Unimpresa, che si basa sui dati della Banca d’Italia, i prestiti delle banche alle imprese, negli ultimi 12 mesi, sono calati di oltre 18 miliardi di euro (-2%), in un contesto in cui, invece, sono aumentati crediti al consumo (+5 miliardi) e mutui ai privati (+5 miliardi).

Lo stesso rapporto segnala come le rate non pagate siano lievemente calate di 1,9 miliardi da 201 miliardi a 199 miliardi con gli “arretrati” delle aziende scesi di 1,2 miliardi da 143 miliardi a 142 miliardi.

Un lieve miglioramento che si può riscontrare anche analizzando altre fonti, come il rapporto The Italian Npl Market di PwC, secondo cui, nel 2016, per la prima volta dal 2008, le sofferenze si sono ridotte a livello di sistema Italia. E' quanto mette in evidenza l'ultimo report, "Banche in crisi", di Borsa del credito, specializzata nel credito alle micro, piccole e medie imprese,

Secondo il rapporto, sono in particolare gli Npe, i Non Performing Exposures, una macro-categoria in cui èsono inclusi incagli, sofferenze e crediti dubbi, si sono fermati a 331 miliardi a giugno 2016 (-3% rispetto a fine 2015); mentre i bad loans (sofferenze) si sono attestati a 197 miliardi, in diminuzione di circa 3 miliardi dai livelli di fine 2015.

Il rapporto mette inoltre in evidenza come stiano cambiando anche i modelli di interazione: si prevede che nei prossimi 4 anni verranno chiusi circa 3300 sportelli bancari, tra cui per esempio gli 800 di UniCredit che saranno cancellati dal nuovo piano industriale.

Nel complesso, in base ai progetti presentati dai dieci maggiori gruppi creditizi, si avranno chiusure per oltre un decimo della rete territoriale nazionale degli sportelli bancari, mentre altre migliaia saranno coinvolti in procedimenti di razionalizzazione dell’offerta.

Il che vuol dire che dovrà cambiare il modello di interazione dei clienti con la banca. Gli istituti tradizionali stanno diventando sempre più virtuali riducendo la prevalenza dell'accesso fisico che è da sempre il vero valore aggiunto del banking tradizionale, soprattutto per la fascia di popolazione con scarsa o nulla alfabetizzazione informatica.

Tutto sembra dunque convergere - conclude il report - perché internet e le forme alternative di banking prendano il sopravvento, o almeno trovino la loro giusta posizione al fianco dei servizi bancari tradizionali.



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