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Lunedì 24 Luglio 2017

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I disabili gravi in Italia

di la redazione
28/06/2017

L’Istat, nell’ambito di alcune audizioni sulla legge “Dopo di noi”, ha fornito un quadro approfondito del fenomeno della disabilità .

Nel nostro Paese vi sono circa 3,2 milioni di individui, di cui 2 milioni e 500 mila anziani. Più alta la quota tra le donne, 7,1% contro il 3,8% tra gli uomini.

Nella maggioranza dei casi (55,5%) le persone cumulano più tipi di limitazioni funzionali (1 milione 800 mila persone sono considerati disabili gravi), mentre circa 540 mila hanno meno di 65 anni.

Nel Sud e nelle Isole la quota di persone con limitazioni funzionali si mantiene significativamente più elevata rispetto alle altre aree territoriali. Per quanto riguarda l’assistenza e gli aiuti ricevuti, circa la metà dei disabili gravi con meno di 65 anni non riceve aiuti dai servizi pubblici, non si avvale di servizi a pagamento, né può contare sull’aiuto di familiari non conviventi.

Il carico dell’assistenza grava dunque completamente sui familiari conviventi. Focalizzando l’attenzione sulle circa 52 mila persone che vivono sole (sempre con meno di 65 anni), il 23% usufruisce di assistenza erogata da servizi pubblici (sanitaria o socio-sanitaria), il 15,5% paga l’assistenza a domicilio (non sanitaria per le attività di cura della persona).

In caso di necessità, il 54% ricorre solo all’aiuto di familiari non conviventi (28 mila persone). Una quota del 19%, pari a circa 10 mila persone, non può contare su alcun aiuto. Con riferimento al grado di istruzione, nel complesso della popolazione di almeno 15 anni, poco più di un disabile su quattro raggiunge almeno il diploma, a fronte di quasi una persona su due per il resto della popolazione.

Le differenze maggiori si riscontrano soprattutto nelle classi d’età più avanzate che sono rimaste escluse dai percorsi inclusivi previsti dalle politiche degli ultimi anni. Per quel che riguarda l’inserimento lavorativo, il 24,8% dei maschi disabili fra i 15 e i 44 anni si dichiara occupato, seguito dal 23% di quelli fra i 45 e i 64 anni; nel caso delle donne le stesse percentuali risultano invece pari al 20,4% e al 14%. Gli analoghi valori nelle persone senza disabilità sono da 2,3 a 3,3 volte superiori.



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