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Mercoledì 28 Giugno 2017

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I consumatori preferiscono i robot come consulenti assicurativi e bancari

di Alessia Argentieri
18/01/2017

Sette consumatori su dieci, secondo una ricerca realizzata da Accenture, sono favorevoli all’utilizzo di servizi di consulenza finanziaria robotizzata in ambito bancario, assicurativo e previdenziale, usufruendo della cosiddetta robo-advisory, la consulenza effettuata attraverso algoritmi computerizzati e piattaforme digitali.

Quando si tratta però di strategie d’investimento e questioni finanziarie particolarmente complesse, molti consumatori preferiscono ricorrere a una più tradizionale interazione con una persona in carne ed ossa. E’ allora nell’interesse delle aziende del settore trovare un valido compromesso tra la fiducia che ispira il contatto con un consulente umano e i vantaggi che la tecnologia digitale dei robo-advisor può fornire, realizzando un mix vincente di servizi automatizzati e personali.

Dall’indagine di Accenture, che ha analizzato le opinioni di circa 33.000 consumatori di 18 Paesi e regioni del mondo, emerge come i servizi nei quali i consumatori sono più aperti ai robo-advisor sono l’assistenza nella scelta di un nuovo conto corrente (71%), della copertura assicurativa (74%) e del piano pensionistico (68%). Inoltre, circa quattro consumatori su cinque (78%) si sono dichiarati disposti a fare ricorso a questo tipo di servizio per gli investimenti tradizionali.

I settori invece nei quali i consumatori sono più restii ad affidarsi a una consulenza robotizzata sono rappresentati dall'assistenza nella scelta di prodotti complessi e delicati quali i mutui (61%) e, come è facilmente comprensibile, dalla gestione delle lamentele (68%).

Quello che maggiormente conquista i consumatori, riguardo ai nuovi servizi automatizzati offerti dai robo-advisor è soprattutto la prospettiva di ridurre tempi (39%) e costi (31%) dei servizi, e una maggior imparzialità e capacità di analisi dei computer o delle soluzioni di intelligenza artificiale (26%).

“Abbiamo riscontrato – ha commentato Piercarlo Gera, Senior Managing Director di Accenture Financial Services - una forte domanda di consulenza robotizzata da parte dei consumatori in ogni ambito dei servizi finanziari, come quello bancario e assicurativo, anche se i consumatori si aspettano comunque un’eccellente interazione personale".

"Ecco dunque l’importanza, - ha aggiunto Gera - per il successo delle aziende di servizi finanziari, di una strategia ‘fisico-digitale’ che riunisca in modo armonico tecnologia, reti di filiali e personale, nell’ottica di offrire un servizio con caratteristiche sia fisiche sia digitali, lasciando la scelta al consumatore”.

L’indagine ha inoltre messo in evidenza come molti dei consumatori siano disposti a passare a fornitori non tradizionali di servizi finanziari: quasi un terzo si affiderebbe a Google, Amazon o Facebook per servizi bancari (31%), assicurativi (29%) e di consulenza finanziaria (38%).

La ricerca indica poi che circa due terzi dei consumatori sono interessati a una consulenza assicurativa (64%) e bancaria (63%) personalizzate, basate sull'analisi dei loro profili specifici, una percentuale che sale al 73% relativamente alla consulenza sulla gestione patrimoniale.

La ricerca mette in luce anche la volontà dei consumatori di condividere i dati che li riguardano con i fornitori di consulenza finanziaria, a fronte di vantaggi quali servizi più economici e veloci. Infatti, più della metà dei consumatori (57%) consentirebbe l’accesso ai dati personali al proprio assicuratore, ma il 64% di loro si aspetta come contropartita un servizio più personalizzato.

Lo stesso vale sul fronte banche: il 67% dei consumatori consentirebbe alla propria banca l’accesso a dati sensibili, anche se il 63% chiede una consulenza più personalizzata, un trattamento prioritario o benefici monetari in cambio delle informazioni fornite.

Infine, sulla base dei dati raccolti, Accenture ha delineato il profilo di tre tipologie di consumatore: i nomadi (39% ), che costituiscono un gruppo spiccatamente digitale, pronto ad accogliere nuovi modelli di interazione e consulenza, i cacciatori (17%), che inseguono il prezzo più conveniente, e gli amanti della qualità ( 44%), che esigono servizi e una protezione dei dati di alto livello.



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