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Domenica 19 Novembre 2017

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I green bond

di la redazione
09/11/2017

In una recente audizione parlamentare sulla Risoluzione n. 7-01191 Fregolent del 21 febbraio 2017 “Interventi in materia fiscale, assicurativa e finanziaria sulle tematiche ambientali”, la Consob ha operato un interessante approfondimento sui green bond, la cui emissione soddisfa le esigenze di quegli investitori istituzionali che, nell’impiego produttivo del risparmio, sono sensibili alla tematica ambientale e sono dotati di criteri di valutazione socio-ambientali degli investimenti e degli emittenti.

Come evidenziato da uno studio predisposto per la Commissione europea di novembre 2016 e un Rapporto dell’OCSE di aprile 2017, quello dei green bond è un fenomeno recente, importante e in forte espansione.

In termini di controvalore delle emissioni, tale mercato rappresentava, nel 2016, solo lo 0,13% del mercato globale delle obbligazioni trattate su piattaforme regolamentate. Tuttavia, diverse ricerche evidenziano significative prospettive di crescita, alla luce della rilevanza dei temi ambientali, anche per gli impegni assunti da molti Governi, in relazione agli obiettivi UE per il clima e l’energia, e a quelli ONU, da conseguire entro il 2030.

Il mercato dei green bond è un fenomeno recente. Nasce tra il 2007 e il 2008 con le prime emissioni da parte di istituzioni internazionali (BEI, Banca Mondiale, BERS, FMI). Dal 2013, si aggiungono imprese e banche, supportate dal lancio dei cd. Green Bond Principles, ovvero linee guida elaborate dall’ICMA (International Capital Market Association), un’associazione privata internazionale cui aderiscono soggetti a vario titolo coinvolti nell’emissione, commercializzazione e scambio di obbligazioni.

Obbligazioni green sono significativamente presenti anche nel mercato finanziario italiano. Il mercato dei green bond trova proprio in Italia la sua principale piazza di negoziazione regolamentata, in conseguenza del grado di sviluppo del mercato secondario dei bond in genere. Anche in altri Paesi europei (Lussemburgo, UK e Norvegia, Svezia), le società di gestione del mercato hanno istituto appositi segmenti dove quotare tali strumenti Mancano però le transazioni sul secondario, che caratterizzano invece l’operatività della piazza milanese.

Con riguardo a tali strumenti, Borsa Italiana SpA ha deliberato a marzo 2017 alcune modifiche al proprio Regolamento che hanno introdotto alcune disposizioni di trasparenza con riferimento ai green e social bond del segmento appositamente istituito (Mercato Mot, Segmento: Green e Social Bond).

Nel segmento sono trattati 36 fra green e social bond, di emissione corporate e non solo (in tal caso l’emittente è uno Stato o un organismo sovranazionale). Il tutto per un controvalore di oltre 35 miliardi di euro circa per il 2016, di cui però sono solo 1,75 miliardi i fondi raccolti attraverso emissioni



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