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Mercoledì 21 Novembre 2018

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Gli italiani spendono di più per la salute dei propri figli

di la redazione
09/08/2016

Se gli italiani comprimono la spesa per la salute a proprio beneficio, si comportano in maniera differente quando si tratta dei proprio figli, come emerge da una recente ricerca dell'Osservatorio Sanità di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza ed assicurazione sanitaria.

Infatti, mentre ben il 42 per cento degli italiani ha dichiarato di aver fatto solo le visite strettamente indispensabili quando ne ha avuto davvero bisogno, rinunciando ai check-up di controllo e di carattere preventivo, il 75 per cento afferma invece che fa o farebbe fare tutte le visite consigliate nei tempi indicati ai propri figli, mentre solo il 19 per cento li farebbe visitare solo in caso di sintomi o dolori.

E’ una percentuale del tutto risibile, il 6 per cento, quella che poi dichiara che farebbe visitare i piccoli raramente, in quanto dovrebbero vedere i dottori il meno possibile.

Quali sono le visite specialistiche più richieste? Con riferimento ai bambini dai 3 anni in su si concentrano maggiormente sull’oculista (61 per cento), l’ortopedico (42 per cento) e il dentista (46 per cento).

Grande incongruenza ancora una volta con il mondo degli adulti, a conferma del fatto che se si evitano i controlli per sé, non ci si esime dal far controllare i bambini: una recente indagine sempre promossa da UniSalute ha rilevato infatti che negli ultimi 12 mesi quasi un italiano su tre (il 29 per cento) ha evitato di sottoporsi ad una visita dentistica, a causa ancora una volta dei costi delle prestazioni mediche, che a detta proprio degli intervistati, sia che ci si rivolga al pubblico che al privato, hanno costi in continuo aumento.



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