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Domenica 19 Novembre 2017

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Gli italiani preferiscono i prodotti sostenibili, anche se costano di più

di la redazione
12/12/2016

Il 70% degli italiani preferisce i prodotti delle aziende sostenibili, anche se costano di più, come dimostrano i risultati della ventitreesima edizione dell’Osservatorio di Findomestic, incentrata sul concetto di sostenibilità, esaminato sia dal lato dei consumatori, sia da quello delle aziende.

Dall’indagine risulta infatti che i consumatori hanno oggi un atteggiamento molto selettivo ed esigente verso i prodotti che acquistano: sette italiani su dieci sono infatti disposti a premiare le aziende che investono in sostenibilità, anche se così facendo spendono di più. Inoltre, qualora un’azienda si dimostrasse non sostenibile, il 64% degli italiani la boicotterebbe astenendosi dall’acquisto dei suoi prodotti e il 45% la sconsiglierebbe a parenti e amici.

E’ proprio la qualità in senso lato in effetti il valore guida negli acquisti per la maggior parte degli italiani (61%), anche rispetto al prezzo (58%) e alle promozioni (40%); risultati che capovolgono un paradigma che spesso vedeva il fattore economico come elemento discriminante. L’indagine mette inoltre in evidenza come ben l’87% degli italiani scelga marchi di fiducia, possibilmente made in Italy, e dotati di una buona reputazione.

I fattori che principalmente orientano il comportamento dei cittadini in senso sostenibile sono: la necessità di tutelare le generazioni future (33%), la consapevolezza di proteggere l’ambiente (28%) e il risparmio economico (25%). Da notare come l’indagine dell’Osservatorio identifichi all’interno del campione un 31% di “opportunisti”, ossia di coloro che si comportano in maniera sostenibile in primis per risparmiare.

Inoltre, gli italiani si dimostrano piuttosto diffidenti verso le aziende, ritenendo che esse dichiarino di essere sostenibili principalmente su spinta dei clienti, ma non per scelta profonda di governance. Il 48% degli italiani pensa che si tratti di un impegno di facciata per adattarsi a un mondo di consumatori oggi sempre più attenti a certi temi, il 46% pensa che le aziende investano in sostenibilità solo per migliorare la propria reputazione.

Una convinzione che li spinge ad assumere atteggiamenti non fideistici relativamente alle fonti di informazione su questi temi, ma ad andarne a verificare la veridicità su diversi canali, anche alternativi a quelli aziendali: il 45% del campione si informa per verificare l’autenticità delle affermazioni aziendali e il 36% ci crede solo se conosce l’azienda e sa come opera.

I processi produttivi e distributivi a basso impatto ambientale, la promozione di stili di vita consapevoli, i diritti dei lavoratori e il loro benessere, la produzione in Italia senza delocalizzazione, una comunicazione chiara e trasparente sui prodotti, uniti ad una buona relazione post vendita, sono i criteri adottati dai consumatori per valutare se una azienda sia sostenibile.

I settori considerati più virtuosi sono quelli alimentare, energetico e automobilistico, anche grazie alla ingente comunicazione di prodotto che è stata effettuata, facendo cardine sui temi della sostenibilità.

Per quanto concerne il terziario, e più in particolare banche e assicurazioni, la sostenibilità viene misurata dalla vicinanza ai clienti che attraversano momenti di difficoltà (40%), da una comunicazione chiara e trasparente (35%), dall’offerta di prodotti e servizi adeguati e non sovradimensionati (33%).



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