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Martedì 20 Novembre 2018

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Fondi sanitari e outsourcing

di Carlo Giuro
28/11/2016

Anche nel sistema della sanità integrativa, come in quello della previdenza integrativa, si è diffusa la pratica di ricorrere a processi di outsourcing sia per l’attività assicurativa che per quella amministrativa, come emerge dall'interessante analisi pubblicata sul blog del Mefop.

Il Mefop analizza un possibile modus operandi da parte dei fondi sanitari in considerazione del fatto che, diversamente da quanto accade nel sistema di previdenza complementare, non esistono regole e norme in materia di esternalizzazione e non sono regolate né le caratteristiche/requisiti che devono possedere i cosiddetti outsourcer, né il processo di esternalizzazione e la fase di convenzionamento e controllo.

Come è possibile procedere ad una autoregolazione minimale dei processi di esternalizzazione, considerando che il fondo sanitario comunque deve rispondere dell’operato del terzo come del fatto proprio, nel presupposto che il soggetto incaricato stia svolgendo una funzione o un’attività che sono proprie del soggetto delegante? Per fare questo - si sottolinea - il contratto di outsourcing va redatto con precisione definendo nel dettaglio i compiti affidati all’outsourcer, le sue responsabilità, la definizione di regole che facilitino l’accesso ai dati ed il controllo, eventuali sanzioni /massimali di risarcimento (in modo da poter eventualmente procedere con la stipula di una polizza assicurativa che copra gli stessi).

Tale contratto dovrà essere accompagnato poi da uno SLA che definirà più nel dettaglio i livelli di servizio e i rapporti tra l’outsourcer ed altri soggetti coinvolti nel processo. Per il contenimento del rischio legale, operativo e reputazionale, potrebbe risultare decisivo procedimentalizzare il processo di selezione in tutte le fasi. Un ulteriore aspetto che dovrebbe essere approfondito, inoltre, riguarda il profilo più strettamente organizzativo del fondo delegante.

Per i Fondi sarebbe importante infatti prevedere la collaborazione di professionalità adeguate che supervisionino l’intero processo di esternalizzazione. Nello specifico il riferimento è al consulente legale per la valutazione dei rischi legali intercorrenti tra il fondo e l’outsourcer, al consulente tecnico attuariale per la valutazione dell’esternalizzazione assicurativa, al consulente sanitario, per la valutazione di tutti aspetti di natura medico-sanitaria legati ai processi di esternalizzazione.



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