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Domenica 17 Dicembre 2017

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Disuguaglianza nella mortalità per titolo di studio

di la redazione
14/06/2017

L’Istat ha pubblicato le tavole relative al progetto "Differenze socio-economiche nella mortalità", i cui primi risultati sono stati pubblicati ad aprile 2016.

Vengono ora presentati i tassi di mortalità standardizzati per titolo di studio, genere, ripartizione territoriale e cause di morte riferiti al periodo 2012-2014.

Lo svantaggio per titolo di studio in termini di tasso di mortalità, come già osservato per la speranza di vita, ha un gradiente che aumenta al diminuire del titolo di studio. Si osserva, infatti, evidenzia l’Istituto, nella popolazione fra i 25 e gli 89 anni, una mortalità per gli uomini che hanno conseguito al massimo la licenza elementare di 1,6 volte maggiore rispetto a quello dei coetanei laureati e di 1,3 volte superiore per le donne con titolo di studio basso rispetto a quelle con titolo di studio alto.

Un andamento analogo si riscontra per quasi tutte le cause di morte. Particolarmente alto l'impatto dello svantaggio sociale per cirrosi e epatite cronica con un incremento di mortalità di 3,5 volte per gli uomini e di 2,3 per le donne tra quanti hanno un basso titolo di studio rispetto a chi ha una laurea.

Lo svantaggio tra le donne con basso titolo di studio è particolarmente pronunciato nel Sud (mortalità 3,4 volte maggiore rispetto alle laureate). I differenziali per titolo di studio sono più elevati tra gli uomini per la maggior parte delle cause di morte. Fa eccezione il diabete per il quale si osserva una mortalità quasi 2,6 volte superiore tra le donne con basso titolo di studio rispetto alle coetanee laureate, mentre tra gli uomini tale valore non raggiunge il doppio (1,8).

Anche in questo caso lo svantaggio della mortalità è particolarmente accentuato nelle aree meridionali. Molto pronunciato tra gli uomini con basso livello di istruzione lo svantaggio nella mortalità per le malattie croniche dell'apparato respiratorio con un tasso di 10,6 decessi per 10.000, quasi due volte superiore a quello dei laureati (5,2).

I differenziali sociali per la mortalità per queste malattie presentano una bassa variabilità tra le ripartizioni territoriali. Anche per i tumori si osservano tra le donne differenziali per titolo di studio più bassi (1,1) rispetto agli uomini (1,5). Tuttavia il gradiente tra le donne non ha un andamento lineare; la mortalità più alta si osserva infatti per le donne con licenza media inferiore. Una maggiore variabilità si osserva invece nei differenziali sociali per i tassi di mortalità per sede di insorgenza dei tumori. Per entrambi i sessi, si osserva un gradiente inverso per i melanomi con uno svantaggio dei laureati di 1,5 volte rispetto alle persone con basso titolo di studio.



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