Iscriviti alla newsletter
Seguici su Twitter
Privacy and cookies
 
Martedì 20 Novembre 2018

Ultim’ora

Crisi sistemica e regolamentazione finanziaria

di Elisabetta Ferlo
18/08/2016

"Lo scoppio della bolla immobiliare del 2007 ha provocato una recessione simile a quella della Grande Depressione. A differenza del 1929, l’innovazione finanziaria ha avuto un ruolo importante nella crisi del 2007, come peraltro accaduto in occasione di altre crisi finanziarie legate allo scoppio di bolle speculative fra il XVII e gli inizi del XX secolo". Lo sottolinea un interessante Quaderno giuridico, “Crisi sistemica e regolamentazione finanziaria”, pubblicato dalla Consob.

Anche queste crisi provocarono gravissime recessioni e indussero alcuni Paesi europei all’adozione dei primi provvedimenti volti a contrastare l’uso dei derivati per finalità speculative, viene osservato. Le riforme varate dopo la crisi del 1929 non hanno inciso in maniera specifica sull’innovazione finanziaria, mentre nel periodo post-bellico e fino a tutto il XX secolo è prevalso a livello globale un approccio regolamentare fortemente liberista, che ha contribuito alla crescita esponenziale del mercato dei derivati.

Dopo il 2007, prosegue lo studio, si è assistito ad una radicale inversione di tendenza che ha riflesso la consapevolezza del fatto che l’innovazione finanziaria e i derivati, pur non essendo la causa originante dei fenomeni di instabilità, possono esasperarne gli effetti sistemici, perché amplificano le crisi di fiducia e rendono il sistema più interconnesso. Questi aspetti hanno contribuito a portare all’attenzione dei regolatori internazionali la nuova prospettiva dei rischi sistemici e della vigilanza macro-prudenziale.

Il Quaderno Consob evidenzia come l’implementazione della supervisione macro-prudenziale si fondi sia su strumenti attivabili intervenendo sui requisiti patrimoniali degli intermediari (ad esempio, la riserva anticiclica) sia su nuove regole in materia di derivati e prodotti complessi che investono profili di trasparenza e correttezza (obbligo di segnalazione delle operazioni in derivati alle trade repositories e regole di product governance) e che limitano alcuni ambiti dell’autonomia privata (clearing e trading obligation dei derivati OTC, possibilità di vietare l’uso di derivati per assumere posizioni corte, poteri di product intervention).

Per tale motivo, come raccomandato anche dallo European Systemic Risk Board, la supervisione macro-prudenziale richiede una visione completa e integrata sul sistema finanziario e un meccanismo di coordinamento efficace nell’attivazione dei diversi strumenti macro-prudenziali, attraverso il coinvolgimento di tutte le Autorità di vigilanza settoriali.

Il legislatore italiano ha recentemente fatto proprie tali raccomandazioni, delegando il Governo ad emanare norme per l’istituzione di un Comitato per le politiche macro-prudenziali.



ARTICOLI CORRELATI

Latest News Headlines
Benvenuti sul sito Italia Assicurazioni
La giornalista Alessia Argentieri vi presenta il nuovo sito Italia Assicurazioni
I più letti...