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Lunedì 24 Luglio 2017

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Conseguenze del cambiamento climatico per il mercato assicurativo

di Alessia Argentieri
26/01/2017

Il settore assicurativo è particolarmente esposto ai rischi connessi ai cambiamenti climatici, tanto che le perdite dell'industria assicurativa internazionale dovute ai risarcimenti per eventi atmosferici sono cresciute da una media annuale di 10 miliardi di dollari negli anni ‘80 a 50 miliardi di dollari nell’ultimo decennio.

Si stima inoltre che la maggior parte dei disastri naturali sia legata ad eventi estremi meteo-climatici e idrologici e che i cambiamenti climatici comporteranno un aumento nella frequenza e nell’intensità di inondazioni e tempeste.

Per il settore assicurativo è dunque essenziale integrare il tema del cambiamento climatico nei propri modelli economici e nei processi di innovazione di prodotto, come mette in evidenza l’ultimo report realizzato dal Forum per la Finanza Sostenibile, in collaborazione con ABI e ANIA.

Secondo lo studio, le principali sfide in materia, per le compagnie di assicurazione, sono riconducibili a due ordini di problemi. Il primo è costituito dall’aumento eccessivo dei premi, dal momento che, crescendo i rischi climatici e le richieste di risarcimento dovute a disastri naturali e ad eventi estremi prolungati nel tempo, le compagnie assicuratrici saranno portate ad incrementare i premi, al punto da rendere insostenibile il costo delle polizze per i clienti delle zone più esposte.

L’altro problema è costituito dalla difficoltà nella stima dei rischi, poiché diventerà sempre più difficile valutare i rischi legati ai fenomeni connessi al cambiamento climatico e quindi stipulare le polizze. Se le emissioni di gas serra non saranno ridotte in modo drastico, le catastrofi naturali potrebbero verificarsi in modo talmente improvviso da rendere estremamente ardua l’analisi dei rischi ambientali e la conseguente definizione dei premi.

Considerato questo scenario, secondo il report per il settore assicurativo risulta strategico e di assoluta priorità promuovere un modello di sviluppo più sostenibile dal punto di vista non solo economico, ma anche ambientale e sociale. In particolare, le imprese assicuratrici dovrebbero concentrarsi su tre aree di intervento per favorire e accelerare la transizione verso una società a basse emissioni e maggiormente resiliente nei confronti degli impatti dei cambiamenti climatici.

La prima area è quella dell’innovazione di prodotto, attraverso l’emissione di polizze che tengano in debita considerazione i rischi connessi al cambiamento climatico, premino i comportamenti orientati alla riduzione delle emissioni di gas serra e, in un’ottica di responsabilità sociale d’impresa, siano accessibili anche alle persone a basso reddito, con disabilità o anziane.

La seconda area è rappresentata dalla prevenzione e gestione dei rischi fisici attraverso la promozione di iniziative volte alla sensibilizzazione, alla prevenzione e all’assistenza in caso di catastrofi naturali, anche in collaborazione con le istituzioni pubbliche.

La terza area d’intervento individuata dal report è infine quella relativa all’integrazione dei criteri ESG nelle scelte di investimento, dato che, in quanto investitori istituzionali, le compagnie assicuratrici possono orientare gli investimenti verso il sostegno a imprese e istituzioni attente agli aspetti ambientali, sociali e di buon governo, favorendo un modello di sviluppo sostenibile.



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