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Domenica 17 Dicembre 2017

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Calano ottimismo e risparmi degli italiani

di la redazione
7/12/2016

Parallelamente al calo della fiducia, sia rispetto alla situazione economica generale, sia alla propria situazione familiare , cala anche la media mensile che gli italiani destinano al risparmio, che passa da 306 euro a novembre 2013 a 265 euro a luglio 2016. Tuttavia, il 48% degli italiani, storicamente popolo di risparmiatori, pianifica di mantenere sia i propri livelli di risparmio, sia quelli di investimento nei prossimi 12 mesi.

È quanto emerge da una ricerca internazionale del gruppo assicurativo Aviva. L’indagine, realizzata con il supporto dell’Istituto di ricerca Ipsos, è stata condotta in 12 Paesi del mondo (Stati Uniti, in Canada, Irlanda, Regno Unito, Francia, Spagna, Italia, Polonia, Turchia, Cina, Singapore e Indonesia).

L’intenzione di aumentare quanto destinato al risparmio è indicato dal 15% degli intervistati, a fronte di una media del 33% negli altri Paesi inclusi nello studio. Anche nei programmi di investimento gli italiani risultano essere più cauti rispetto ad altri.

A oggi, 1 italiano su 2 è titolare di un prodotto finanziario di risparmio, mentre le cifre scendono a 1 su 3 per i prodotti di investimento e a circa 1 su 10 per la previdenza integrativa. Con riferimento alle motivazioni del risparmio la famiglia viene al primo posto (31%), seguita dalla gestione delle emergenze (26%).

Pesano meno i viaggi (18%), le spese generali (16%) e il denaro accantonato in vista della pensione (15%). Qual è poi la priorità quando si sceglie un prodotto di investimento o risparmio? Al di là della sicurezza dell’investimento stesso, un tasso di ritorno garantito è il fattore che conta di più per il 16%, mentre per l’11% è cruciale ottenere il migliore rendimento sul mercato.

Per il 6% soltanto è prioritario che l’investimento sia “eticamente responsabile”, anche a fronte di un minor ritorno economico. Solo il 19% degli italiani si sente finanziariamente sicuro di fronte all’imprevisto, a fronte di una media internazionale pari al 32%. Il tipo di investimento maggiormente scelto è quello a breve termine con la possibilità di accedere ai risparmi in caso di necessità (52%).

A frenare gli italiani dal risparmiare o dall’investire è principalmente l’impossibilità di poterselo permettere (26%), anche per via di prestiti o debiti già esistenti (9%) che risulta comunque inferiore di 7 punti percentuali rispetto alla media degli altri paesi. Altri freni dell’investimento sono la mancanza di fiducia nelle istituzioni finanziarie indicata dal 18%, mentre la paura di perdere il proprio denaro pesa per il 15%.



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