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Martedì 20 Novembre 2018

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Assogestioni: l’Italia apre ai Piani Individuali di Risparmio

di la redazione
01/11/2016

I Piani Individuali di Risparmio, secondo Assogestioni che li ha fortemente richiesti sin fin dal 2011, consentiranno di allineare l’ordinamento italiano a quello di altri Paesi, quali Francia e Regno Unito, dove da diversi anni sono state introdotte agevolazioni per l'investimento di lungo periodo con la creazione di strumenti come i Plan d'Epargne en Actions (PEA) e gli Individual Savings Accounts (ISAs).

Le norme che ne disciplinano le caratteristiche, se approvate entro la fine dell’anno, permetteranno a un investitore retail, che sottoscrive un piano individuale di risparmio, - spiega Assogestioni - di percepire redditi di natura finanziaria in esenzione d’imposta, a condizione che vengano rispettati determinati vincoli in merito all’oggetto dell'investimento e alla durata dello stesso (almeno 5 anni).

“Assisteremo – scrive Assogestioni in un comunicato - al debutto di uno strumento in grado non solo di creare un ponte tra il risparmio e l’economia reale del Paese, tramite l’investimento nel capitale di rischio e di debito delle imprese, ma anche di migliorare l’allocazione delle risorse finanziarie delle famiglie italiane, grazie all’allungamento dell’orizzonte temporale di investimento e a specifiche regole di diversificazione del rischio”.

I PIR italiani prevedono, infatti, un investimento rilevante (almeno il 70%) in strumenti finanziari di aziende italiane o estere europee con stabile organizzazione in Italia. Di questo 70%, il 30% deve essere indirizzato in società non presenti nell’indice di Borsa Ftse-Mib o in indici esteri equivalenti, in modo da far affluire denaro anche verso imprese medio-piccole.



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