Iscriviti alla newsletter
Seguici su Twitter
Privacy and cookies
 
Martedì 13 Novembre 2018

Ultim’ora

Ania, schemi assicurativi contro i terremoti nel mondo

di la redazione
01/09/2016

L’Ania ha analizzato i sistemi di assicurazione dalle catastrofi naturali adottati in diversi Paesi in cui il rischio sismico è particolarmente elevato, nell’ottica di un confronto con l’Italia, in cui manca del tutto un programma assicurativo catastrofale. Tra i Paesi presi in esame c’è la Nuova Zelanda, in cui l’assicurazione contro i terremoti è stata resa obbligatoria insieme con l’assicurazione antincendio. La polizza, venduta da compagnie private che trasferiscono premi e sinistri ad una EarthQuake Commission (EQC), commissione appositamente creata, ha una tariffa flat per tutto il territorio, franchigie molto basse e limiti di indennizzo medio-alti.

L’EQC ricorre al meccanismo della riassicurazione: lo Stato ricopre il ruolo di riassicuratore di ultima istanza per i sinistri che eccedono la capacità del settore privato. La penetrazione della copertura assicurativa è di oltre il 90%, di conseguenza il premio è il più basso al mondo: 15 centesimi ogni 100$ di copertura. L’EQC si occupa, inoltre, di educazione, informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di ricerca nel campo del rischio sismico.

Per quanto riguarda invece il Giappone, un altro Paese ad alto rischio, è attivo dal 1964 un programma che si basa su polizze vendute da compagnie private che si riassicurano in gruppo attraverso il fondo di coassicurazione JER (Japan Earthquake Reinsurance). I rischi ceduti al JER sono ripartiti tra governo, fondo JER stesso e compagnie assicurative.

Lo Stato, dunque, offre soltanto capacità al JER la cui percentuale di penetrazione è di circa il 25%. L’assicurazione catastrofale è offerta, in alternativa, dalle compagnie di mutua assicurazione. Esse agiscono in maniera indipendente dal JER, senza alcun sostegno statale e fondano la propria capacità sul mercato riassicurativo privato. La loro percentuale di penetrazione è di circa il 15%. Ne consegue che la penetrazione totale residenziale giapponese è di circa il 40%.

In California invece è stato attivato, dopo il terremoto di Northridge del 1994, un programma gestito dalla California Earthquake Authority (CEA), caratterizzato da un fondo a gestione statale, ma interamente finanziato da privati tramite i premi delle polizze. L’acquisto della polizze, vendute dalle compagnie assicurative, è facoltativo in abbinamento all’assicurazione incendio. Le franchigie di risarcimento ammontano al 10%-15% e la polizza è molto costosa a causa, tra l’altro, delle spese di acquisto della riassicurazione (nessuna garanzia pubblica è, infatti, offerta al programma).

Ad influenzare il costo della riassicurazione è anche la bassa penetrazione delle coperture che impedisce di diversificare il portafoglio tra aree ad alto rischio e aree meno esposte e fa aumentare le tariffe. La percentuale di penetrazione è, infatti, del 12% circa, a fronte del 33% del 1996 a causa, a sua volta, dei costi troppo elevati, della convinzione di interventi statali in caso di catastrofi e della cessazione negli ultimi vent’anni di tali tipi di eventi.

Altro esempio proposto dall’Ania è quello della Turchia, dove, dopo il terremoto di Izmit del 1999, è stato attivato il Turkish Catastrophe Insurance Pool (TCIP), che prevede una polizza obbligatoria con premio proporzionale al rischio (in base a posizione geografica e tipologia di costruzione). Le polizze sono vendute dalle compagnie, che trasferiscono premi e sinistri al TCIP. Quest’ultimo, a sua volta, si riassicura sul mercato internazionale.

La penetrazione è del 26%, sebbene non siano previsti interventi dello Stato post-evento per la ricostruzione. Su questa percentuale molto bassa incidono: l’assenza di sanzioni per i non assicurati, gli alti costi che le popolazioni più povere e nelle zone a rischio sono chiamate a sostenere e la convinzione di un intervento statale a seguito di eventi catastrofici.

Per quanto riguarda invece l’Europa, l’Ania ha analizzato la situazione di Belgio, Francia e Spagna. In Belgio il National Calamities Fund (di natura pubblica) interviene per le perdite eccedenti i limiti di indennizzo per evento di ciascuna compagnia di assicurazioni. L’intervento del National Calamities Fund è limitato entro un tetto di 280 milioni di euro (solo per il terremoto la soglia sale a 700 milioni di euro).

Oltre tali importi, i risarcimenti agli assicurati sono ridotti proporzionalmente fino a rientrare nelle soglie di indennizzo prestabilite. I requisiti minimi richiesti per attivare l’intervento del Fondo sono: l’evento deve essere di carattere catastrofale, i danni diretti alle proprietà private devono ammontare almeno a 1,2 milioni di euro ed il danno medio per proprietà deve superare i 5 mila euro.

In Francia invece lo Stato interviene come riassicuratore di ultima istanza tramite una società di riassicurazione di natura pubblicata denominata CCR (Caisse Centrale de Reinsurance). La CCR offre un tasso fisso di riassicurazione proporzionale e/o per eccedente al mercato privato.

In Spagna infine il flusso dei premi incassati per fornire la garanzia finanzia le casse del Consorcio de Compensacion de Suguros, ente statale con proprio stato giuridico che gestisce questo rischio in base alle leggi in vigore nel settore privato (ad esempio deve mantenere adeguate riserve tecniche, oltre che un margine di solvibilità). Inoltre lo Stato ricopre il ruolo di riassicuratore di ultima istanza in caso di insufficienza dei mezzi finanziari del consorzio sebbene ad oggi l’andamento economico e finanziario del consorzio è stato positivo.



ARTICOLI CORRELATI

Latest News Headlines
Benvenuti sul sito Italia Assicurazioni
La giornalista Alessia Argentieri vi presenta il nuovo sito Italia Assicurazioni
I più letti...