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Giovedì 22 Giugno 2017

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L’Ania interviene sullo smart working nel settore assicurativo

di la redazione
16/01/2017

L’Ania ha espresso in un’audizione parlamentare le proprie osservazioni sul Disegno di Legge C. 4135 sul cosiddetto lavoro agile o smart working, una modalità di “esecuzione del lavoro subordinato senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa”.

Nell’audizione l’Ania ha espresso "il proprio apprezzamento per tale iniziativa legislativa diretta, tra l’altro, ad introdurre una regolamentazione per questa particolare modalità lavorativa, in un momento fortemente caratterizzato dalla diffusione delle nuove tecnologie digitali e dal continuo evolversi dell’organizzazione delle attività lavorative all’interno delle imprese”.

“Anche nelle imprese del settore assicurativo si sta, del resto, - ha sottolineato l’Ania - introducendo e sperimentando tale forma di lavoro agile che può oltretutto ancor più favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, senza nocumento sul piano della produttività”.

“Siamo convinti pertanto – ha affermato l’Ania - che il ricorso allo smart working, se ben strutturato, potrebbe quindi realizzare, in un contesto di generale soddisfazione e in un quadro di certezza normativa, condizioni di maggior benessere per i lavoratori e di efficientamento per le imprese”.

“Per quanto attiene all’ambito applicativo del lavoro agile – ha specificato l’Ania - riteniamo che, ferma restante la richiamata disciplina legislativa e contrattuale, tale modalità di lavoro possa essere prevista o inserita nei modelli organizzativi delle imprese senza particolari vincoli o limitazioni, salvo naturalmente quelli derivanti dalla particolarità o specificità di quelle attività che richiedono necessariamente la presenza del lavoratore nei luoghi di lavoro”.

“In questo senso, - ha aggiunto l’Ania - siamo dell’avviso che l’utilizzo dello smart working non debba essere necessariamente condizionato dalla tipologia dell’accordo con il quale verrà posto in essere (a tempo indeterminato o a tempo determinato). Ciò è senz’altro condivisibile se si considera che anche per tale modalità di lavoro dovranno valere, pur a fronte della sua specificità, le stesse previsioni normative ed economiche previste sul piano generale dai vari contratti collettivi nazionali di settore”.

“L’accordo relativo allo svolgimento del lavoro agile – ha proseguito l’Ania - dovrà avvenire per iscritto e con accordo individuale, sia nel caso di assunzione diretta con tale modalità, sia nel caso di successiva trasformazione di un rapporto di lavoro già in essere svolto in modalità tradizionale".

"Tale accordo - ha specificato l'Ania - dovrà disciplinare l’esecuzione della prestazione lavorativa svolta all’esterno dei locali aziendali, stabilendo, tra l’altro, l’orario di lavoro, le fasce di reperibilità, le modalità operative, e contenere, altresì, disposizioni riguardanti sia le forme di esercizio del potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro, sia le modalità di utilizzo degli strumenti messi a disposizione del lavoratore medesimo, nel rispetto delle norme contrattuali collettive e di quanto previsto dallo Statuto dei Lavoratori”.

Inoltre, “fermo restando e condividendosi quanto stabilito dall’art. 17 in merito al trattamento economico e normativo da riconoscersi ai lavoratori che svolgono la propria prestazione con modalità di lavoro agile, apprezziamo che la disciplina contenuta nel presente disegno di legge regolamenti anche gli aspetti della salute e sicurezza sul lavoro (vedi art. 19)”.

“Riteniamo infine parimenti condivisibile che al lavoratore che opera in modalità agile sia riconosciuto il diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (vedi art. 20), avendo particolare riguardo ai rischi connessi a tale tipologia di prestazione lavorativa in quanto resa all’esterno dei locali aziendali”.

“Siamo quindi favorevoli – ha concluso l’Ania - all’attuale formulazione della norma che prevede la possibilità di svolgere la prestazione lavorativa con modalità di lavoro agile, ricorrendo a un semplice accordo tra le Parti, senza previsioni che rinviino alla contrattazione collettiva. Laddove, tuttavia, in fase di approvazione del provvedimento ciò si ritenesse necessario, siamo dell’avviso che la norma dovrebbe al più prevedere la possibilità, e non certo l’obbligo, per i contratti collettivi di introdurre eventuali ulteriori previsioni finalizzate ad implementare la regolamentazione di legge del lavoro agile”.



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