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Giovedì 21 Settembre 2017

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ABI-Cerved, riduzione tassi di ingresso in sofferenza delle imprese

di la redazione
20/01/2017

Nel 2016 si è verificata una riduzione consistente dei tassi di ingresso in sofferenza delle imprese, che ha interessato tutti i settori e miglioramenti altrettanto significativi sono previsti per il biennio 2017-18.

E’ quanto emerge dall’Outlook sulle nuove sofferenze delle imprese italiane di ABI (Associazione Bancaria Italiana) e Cerved (information provider e agenzia di rating), che ha elaborato stime e previsioni dei tassi di ingresso in sofferenza delle società non finanziarie per classe dimensionale.

Secondo la ricerca, il 2016 è stato il primo anno dall’inizio dalla crisi in cui i tassi di ingresso in sofferenza per le imprese si sono ridotti in tutti i settori economici e in quasi tutte le zone geografiche, con la sola eccezione del Mezzogiorno dove le imprese sono rimaste sui livelli del 2015.

Le previsioni per il 2017-18 mostrano miglioramenti diffusi in tutti i settori e le aree geografiche, con un restringimento dei divari tra settori e aree più e meno rischiose, che fa prevedere, per il 2018, che le medie e grandi imprese torneranno vicine ai livelli pre-crisi.

I dati elaborati da ABI e Cerved indicano un deciso calo delle nuove sofferenze nei primi sei mesi del 2016; tra gennaio e giugno del 2016 le banche hanno passato in sofferenza un ammontare di prestiti pari a circa 12 miliardi di euro (rispetto ai 15 miliardi dello stesso periodo del 2015), in calo del 18% su base annua.

Il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie si è attestato, in termini di importi, al 3,9% a giugno 2016, in deciso calo rispetto all’anno precedente (4,4%) e ai massimi di fine 2013 (4,8%). In termini di numeri, il tasso si attesta al 3,8%, in calo di un decimo di punto su base annua. In base ai modelli, si prevede un’accelerazione del miglioramento osservato nel 2016 nella seconda metà dell’anno: in termini di numeri, il tasso di ingresso in sofferenza è atteso a 3,6% a fine 2016 (3,8% a fine 2015).

“La riduzione in corso dei flussi di deterioramento del credito al settore privato ha basi solide e si può prevedere che, con il consolidarsi della ripresa economica in atto, nei prossimi anni il processo di miglioramento della qualità del credito continuerà su ritmi superiori a quelli attuali”, ha affermato Giovanni Sabatini, Direttore Generale di ABI.

“La riduzione del rischio - ha aggiunto Sabatini - è strettamente connessa con la ripresa del credito all’economia. In questa fase, i tre elementi, crescita dell’economia, riduzione del rischio e ripresa del credito sembrano tutti presentare un’evoluzione positiva”.

I modelli Abi-Cerved – in base a uno scenario che prevede una crescita per l’economia italiana dello 0,9% nel 2017 e dell’1,2% nel 2018 – indicano che il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie dovrebbe ridursi dal 3,6% (fine 2016) al 3% nel 2017, per poi diminuire ulteriormente al 2,5% nel 2018. I cali saranno più accentuati per i segmenti più rischiosi: microimprese, società edilizie e meridionali, che ridurranno il divario di rischio ma manterranno tassi ben più elevati rispetto alla media.



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